Decreto Sicurezza sul lavoro: «Bene per la rinnovata attenzione al tema, ma si poteva osare di più»

La pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Decreto Legge n°. 159 del 31 ottobre 2025, approvato il 28 ottobre 2025 dal Consiglio dei Ministri (CdM) recante «Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile» è un’ottima notizia per la rinnovata attenzione al tema della salute e sicurezza di lavoratori e lavoratrici, ma si poteva osare di più.

Siamo soddisfatti che diventino legge alcune proposte da tempo avanzate da Sicurezza e Lavoro, come il rafforzamento degli organi ispettivi, l’erogazione di borse di studio ai superstiti di deceduti per infortunio sul lavoro o per malattie professionali, il potenziamento della formazione, la previsione dell’infortunio in itinere anche per studenti e studentesse impegnati in percorsi ‘formazione scuola-lavoro’, l’introduzione del badge da cantiere (da valutare però nella sua concreta attuazione) e i controlli rafforzati nei subappalti.

Per quanto riguarda la patente a crediti, siamo soddisfatti che sia stata prevista una decurtazione immediata (‘all’atto della notificazione del verbale di accertamento’) di 5 punti per ciascun lavoratore irregolare trovato all’interno del cantiere, così come Sicurezza e Lavoro aveva chiesto anche all’ultima edizione degli Stati Generali su Salute e Sicurezza sul Lavoro (Sgssl) a Palazzo Montecitorio, a Roma.

Così come siamo contenti che sia stato inserito – come da noi auspicato – l’obbligo di assicurare le condizioni d’igiene, mediante la manutenzione, le riparazioni e le sostituzioni necessarie e secondo le eventuali indicazioni fornite dal fabbricante anche per specifici indumenti di lavoro che assumono la caratteristica di Dpi, previa loro individuazione attraverso la valutazione dei rischi.

L’inclusione di ‘specifici’ indumenti di lavoro nel novero dei Dpi potrebbe avere un impatto positivo rilevante sulla salute e sicurezza di lavoratori e lavoratrici, in particolare in alcuni settori (agricoltura, rider e attività all’aperto o in ambienti con particolari condizioni microclimatiche, come le celle frigorifere). Sarà quindi fondamentale prevedere nel Dvr anche tutti i rischi conseguenti alle condizioni climatiche, ambientali e di temperatura in cui operano lavoratori e lavoratrici anche in riferimento agli indumenti indossati.

Positiva anche la razionalizzazione delle disposizioni del Decreto Legislativo 81/2008 sui sistemi di protezione contro le cadute dall’alto (art. 115). Avremmo auspicato però analogo intervento anche per gli spazi confinati.

In favore delle vittime e dei loro familiari ci saremmo però aspettati un intervento più incisivo, sul fronte dell’assistenza, della giustizia e delle tutele economiche in caso di insolvenza dei responsabili chiamati a risarcire i danni.

C’è rammarico, infatti, per la mancata istituzione del reato di omicidio sul lavoro e del reato di lesioni sul lavoro e per la mancata estensione della tutela assicurativa Inail ai conviventi di fatto che hanno stipulato contratto di convivenza (legge 76/2016) ovvero a chi dimostri con ogni mezzo la sussistenza di un rapporto affettivo stabile e continuativo.

Sarebbe stato auspicabile anche un riconoscimento strutturale, per legge, dell’assistenza psicologica-psicoterapeutica e psichiatrica alle vittime di infortuni e ai familiari delle vittime.

E speravamo venisse finalmente introdotto l’obbligo di notifica dell’avviso ex art. 408 c.p.p. (archiviazione) alle persone offese da reati commessi in violazione delle norme poste a tutela della salute e sicurezza sul lavoro: sarebbe una norma di civiltà che consentirebbe di tutelare maggiormente i diritti delle vittime nei procedimenti penali relativi a infortuni e malattie professionali, permettendo una partecipazione più attiva alle indagini.

Massimiliano Quirico
direttore Sicurezza e Lavoro

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