Casteldaccia, si rinnova il dolore a due anni dalla strage

«Spazio confinato. Divieto di accesso». È quanto recita il cartello affisso sul luogo della strage di Casteldaccia (Palermo) scoperto dai parenti delle cinque vittime il 6 maggio 2026, nel secondo anniversario della loro scomparsa.

Una scritta che, a due anni dalla tragedia, getta nello sconforto i familiari dei cinque lavoratori edili, che sono morti il 6 maggio 2024 mentre eseguivano lavori sulla rete fognaria, sotto terra, in quello spazio confinato, per conto dell’Amap spa, l’Azienda Municipalizzata Acquedotto Palermo, vittime delle esalazioni di gas tossici: Epifanio Alsazia, Ignazio Giordano, Giuseppe La Barbera, Giuseppe Miraglia, Roberto Raneri.

Un cartello che, se ci fosse stato due anni fa, forse avrebbe potuto salvare loro la vita e che porta i parenti a rinnovare con forza la richiesta di giustizia e a dire «Non lasciateci soli».

«Anche quest’anno, come lo scorso, ci stringiamo ai familiari delle vittime della strage di Casteldaccia e a tutta la comunità – dichiara Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza e Lavoro – e rimaniamo al loro fianco: non li lasceremo soli».

«Dopo il primo rinvio, siamo fiduciosi che il processo penale potrà fare regolarmente il suo corso. Tutta l’Italia è stata colpita da questa tragedia – conclude Quirico – e ci auguriamo venga fatta presto piena chiarezza e siano individuate tutte le responsabilità».

Eliana Puccio

Segui Sicurezza e Lavoro su Facebook, Twitter, Instagram e YouTube

Per una consulenza legale gratuita su salute, sicurezza e diritti sul lavoro, scrivere a sportello@sicurezzaelavoro.org

Sostieni l’informazione libera e indipendente di Sicurezza e Lavoro con una donazione