Sicurezza e legalità in edilizia, a Torino un nuovo Protocollo sugli appalti

Rafforzare i presidi di legalità e sicurezza in un settore strategico per lo sviluppo del territorio. Nasce con questo obiettivo il nuovo «Protocollo d’intesa sulla sicurezza e legalità nel settore degli appalti di lavori pubblici e subappalti» sottoscritto il 24 marzo 2026 al Municipio di Torino, da Amministrazione comunale, Cgil, Cisl e Uil, FenealUil, Filca e Fillea.

L’intesa mira a contrastare il dumping contrattuale, prevenire fenomeni di irregolarità e garantire che la realizzazione delle opere pubbliche, comprese quelle finanziate dal Pnrr, avvenga nel pieno rispetto dei diritti e della dignità dei lavoratori e delle lavoratrici e nella massima trasparenza.

Tra le principali innovazioni, la possibilità per l’Amministrazione comunale di intervenire direttamente in caso di ritardi nel pagamento delle retribuzioni da parte delle imprese appaltatrici: la Città di Torino potrà trattenere le somme dai certificati di pagamento e procedere al versamento diretto degli stipendi ai lavoratori, riducendo così il rischio di inadempienze e garantendo maggiore tutela economica.

Viene inoltre rafforzato l’obbligo di applicazione dei Ccnl – contratti collettivi nazionali di lavoro, con l’obiettivo di contrastare l’utilizzo di contratti non adeguati e pratiche di concorrenza al ribasso sul costo del lavoro.

Per le lavorazioni edili, il Protocollo introduce il divieto generalizzato di subappalto a cascata, misura pensata per limitare la frammentazione delle responsabilità e aumentare il controllo sulle condizioni di lavoro nei cantieri, in particolare per quanto riguarda salute e sicurezza.

Sul fronte della trasparenza e del monitoraggio, è previsto l’obbligo del badge di cantiere, che consentirà di tracciare in modo puntuale le presenze e gli orari effettivi di ogni operatore.

A questo si affianca un progetto sperimentale, inizialmente attivo su dieci cantieri, che prevede l’installazione di Qr Code informativi per rendere accessibili dati e informazioni sulle attività in corso, rafforzando così i meccanismi di controllo pubblico.

Grande attenzione è riservata anche alla formazione in materia di salute e sicurezza. Le imprese saranno tenute a certificare i percorsi formativi obbligatori attraverso gli enti bilaterali riconosciuti dai contratti collettivi nazionali, assicurando standard omogenei e verificabili.

Gli aggiudicatari degli appalti dovranno inoltre rispettare le clausole sociali previste dai Ccnl, a tutela della continuità occupazionale e delle condizioni dei lavoratori coinvolti.

«La Città di Torino vuole ribadire che non può esistere lavoro senza sicurezza, incolumità fisica e continuità occupazionale», sottolinea la vicesindaca Michela Favaro. «Si tratta – dichiara – di un impegno concreto per mettere al centro la qualità del lavoro e la tutela delle persone».

L’assessore comunale alla Legalità Marco Porcedda evidenzia il valore etico dell’intesa: «Confermare e rinsaldare i principi di legalità nel settore degli appalti non è solo un atto formale, ma un dovere morale verso cittadine e cittadini e imprese che operano nel rispetto delle regole. Vogliamo che a lavorare con la Città siano aziende che rispettano i contratti e mettono al primo posto la sicurezza».

Dal fronte sindacale arriva un giudizio positivo e condiviso. «È un accordo che rappresenta un argine contro l’illegalità, lo sfruttamento e il lavoro nero», afferma Elena Palumbo, segretaria Cgil Torino, ribadendo come il Protocollo favorisca il riconoscimento di salari adeguati e il rispetto delle norme su salute e sicurezza, contrastando i cosiddetti ‘contratti pirata’.

Per la Cisl, come evidenzia il segretario generale torinese Davide Provenzano, «la formazione obbligatoria in materia di sicurezza per tutto il personale impiegato è un elemento imprescindibile di prevenzione e tutela».

Sulla stessa linea la Uil, con la segretaria regionale Chiara Maffè: «Grazie a questo Protocollo si afferma un principio chiaro: il lavoro deve essere equo, dignitoso e sicuro, con diritti pienamente tutelati e adeguata protezione sociale».

L’accordo è stato siglato anche dai rappresentanti delle categorie edili, che hanno contribuito alla definizione delle misure operative, rafforzando un percorso condiviso che punta a coniugare sviluppo, legalità e qualità del lavoro nei cantieri pubblici cittadini.

«L’intesa siglata in Comune – afferma Massimo Cogliandro, segretario generale Fillea Cgil Torino e Piemonte – va ben oltre il rispetto della normativa sugli appalti e finalmente dice ‘basta ai sub-appalti a cascata’, come da tempo chiedevamo».

«C’è grande attenzione alla formazione di qualità, che deve essere svolta esclusivamente alla Scuola Edile, e viene inoltre introdotta la possibilità di inviare segnalazioni in forma anonima – spiega Cogliandro – così da tutelare ulteriormente lavoratori e lavoratrici, tradizionalmente ‘parti deboli’ nel contratto di lavoro».

«Al termine di un lungo e complesso lavoro – dichiara Giuseppe Fiorenza, coordinatore FenealUil Torino – siamo finalmente arrivati alla redazione di un importante Protocollo, che può rappresentare una svolta negli appalti pubblici a Torino. L’intesa favorisce trasparenza, legalità e qualità del lavoro, limitando il ricorso ai sub-appalti e promuovendo la corretta applicazione del contratto collettivo nazionale: ciò si traduce in maggiore salute e sicurezza per lavoratori e lavoratrici e migliore qualità delle opere realizzate».

«Senza legalità e rispetto delle regole non ci possono essere salute e sicurezza nei luoghi di lavoro – afferma Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza e Lavoro – e il Protocollo firmato da sindacati e Amministrazione torinese punta non solo a incentivare l’applicazione della normativa, ma fa un significativo passo avanti, vietando il sub-appalto a cascata e valorizzando le imprese virtuose che promuovono un’effettiva formazione tra i propri lavoratori e lavoratrici».

«Formazione di qualità obbligatoria, badge di cantiere e monitoraggi continui su tutta la filiera, se correttamente applicati, possono essere un concreto argine al dilagare di infortuni e malattie professionali in edilizia» – conclude Quirico.

Fermo il rispetto dei principi generali di cui al Codice dei Contratti Pubblici, il Protocollo si applica a tutte le procedure di scelta del contraente (procedure aperte, ristrette, negoziate, affidamenti diretti) per l’esecuzione di lavori pubblici di competenza della Città di Torino ed enti strumentali. Si applica anche a: tutte le concessioni di lavori pubblici; cantieri finanziati con fondi Pnrr, europei o nazionali; tutti i soggetti coinvolti nella filiera dell’appalto (appaltatori, subappaltatori, subaffidatari, fornitori).

Il Comune di Torino si impegna, congiuntamente alle organizzazioni sindacali, a promuovere nei confronti di tutte le proprie aziende partecipate, percorsi volti al conformarsi all’applicazione del Protocollo o di analoghi accordi.

Loredana Polito

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