La Procura di Bologna ha notificato quattro avvisi di fine indagine per la morte di Attilio Franzini, operaio della Salcef Group SpA di Roma, originario di Formia (Latina), addetto alla manutenzione dei binari, investito e ucciso da un treno intercity a San Giorgio di Piano (Bologna) intorno alle ore 4.30 del 4 ottobre 2024.
Presto potrebbe quindi esserci la richiesta di rinvio a giudizio.
L’accusa è di omicidio colposo, che il pm Luca Venturi contesta a due dipendenti della Salcef, a uno di Rfi, responsabili del cantiere e della sicurezza del sito e a una dirigente di Ferrovie dello Stato Italiane.
Poco prima dell’incidente, Franzini era impegnato al lavoro insieme a una quindicina di colleghi della stessa azienda, all’interno del cantiere che interessava l’intero fascio di binari della stazione di San Giorgio. Le indagini avrebbero accertato come quella notte si sarebbe dato il via alla riapertura del traffico ferroviario circa un quarto d’ora prima dell’orario previsto, senza avvisare i lavoratori coinvolti.
Gli indagati avevano ricevuto inviti a comparire per l’interrogatorio, ma attraverso i loro difensori hanno comunicato di rinunciare a farlo. Possono comunque nuovamente essere sentiti oppure inviare memorie, entro 20 giorni dalla notifica dell’avviso di fine indagine.
«Serve fare chiarezza sulla vicenda di San Giorgio di Piano, che ha ancora molti lati oscuri e che sembra tragicamente richiamare la strage ferroviaria di Brandizzo (Torino) del 30 agosto 2023, costata la vita a cinque lavoratori edili, per la quale si attende ancora il rinvio a giudizio» – dichiara Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza e Lavoro.
«Morire sui binari non è una fatalità – afferma Quirico – e anzi sembra accadere sempre più frequentemente in Italia, come ci ricorda anche il caso del geometra Carlo Maletta travolto da un convoglio il 2 luglio 2024 a Meina (Novara): occorre rivedere procedure e modalità operative per le manutenzione sui binari, ma il Protocollo promesso da Rfi all’indomani del disastro di Brandizzo per il momento appare lettera morta».
Loredana Polito
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