Approvata il 22 ottobre 2026 dalla Camera dei Deputati all’unanimità (220 voti) la Legge sul gratuito patrocinio legale indipendentemente dal reddito per i familiari di persone decedute in conseguenza di un reato commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro (prima firmataria: Chiara Gribaudo).
«È un risultato storico che restituisce dignità alle vittime del lavoro e aiuta concretamente i familiari nel lungo, complesso e costoso iter giudiziario» – dichiara Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza e Lavoro.
«Sicurezza e Lavoro aveva lanciato la proposta – spiega Quirico – a ottobre 2024, in occasione della prima edizione degli Stati Generali su Salute e Sicurezza sul Lavoro (Sgssl), ne avevamo ribadito l’utilità e l’opportunità quando l’associazione è stata audita il 29 settembre scorso in Commissione Giustizia e ora, nella giornata conclusiva della terza edizione degli Stati Generali, è finalmente realtà, grazie all’impegno e alla tenacia della presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, Chiara Gribaudo, alla collaborazione della vicepresidente Patrizia Marrocco e alla convergenza di tutte le forze politiche del Parlamento».

«Su questo tema – ribadisce il direttore di Sicurezza e Lavoro – non ci possono essere divisioni e, anzi, ci auguriamo che, dopo l’approvazione anche al Senato di questo primo storico provvedimento, si possa poi lavorare per estendere il gratuito patrocinio anche alle persone totalmente inabili o che hanno subito un grave infortunio o una malattia professionale in conseguenza di un reato derivante dalla violazione di norme sulla salute e sicurezza sul lavoro»
«Così come accade per le donne vittime di violenza – conclude Massimiliano Quirico – era ora che venissero tutelate anche le vittime di un reato ugualmente odioso che desta o dovrebbe destare eguale allarme sociale e offesa per tutta la comunità, come quello derivante dalla violazione delle norme per la prevenzione di infortuni e malattie professionali».
«Con questo primo voto il Parlamento compie un passo avanti importante nell’attuazione dell’articolo 24 della Costituzione. Estendere l’accesso al gratuito patrocinio a spese dello Stato ai familiari delle vittime di infortuni sul lavoro significa affermare un principio fondamentale: la possibilità di ottenere giustizia non può dipendere dalle risorse economiche di cui si dispone – afferma Chiara Gribaudo, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia.
«In questi tre anni abbiamo incontrato tanti familiari delle vittime, ascoltato il loro dolore e la loro richiesta di non essere lasciati soli. A loro devo un sincero e commosso ringraziamento: questa proposta di legge esiste anche per merito loro – prosegue la deputata piemontese – perchè, dopo tragedie come quelle di Brandizzo (Torino) e di Casteldaccia (Palermo), le Istituzioni hanno il dovere di esserci anche quando si spengono i riflettori e cominciano anni di procedimenti giudiziari, attese e spese spesso difficili da sostenere, soprattutto quando chi è morto era il principale sostegno economico della famiglia. Nessuna legge può restituire una persona cara, ma possiamo rimuovere gli ostacoli che rendono più difficile ottenere giustizia».

«Questo è un primo passo fondamentale, ma non può essere un punto di arrivo. Dobbiamo lavorare per ampliare la platea dei beneficiari, includendo gli inabili e altre categorie di lavoratori e lavoratrici. Ringrazio tutte le forze politiche che hanno contribuito a costruire un testo condiviso, dimostrando un grande senso di responsabilità. La sicurezza sul lavoro e la tutela di chi resta richiedono un impegno concreto, condiviso e costante» – conclude Chiara Gribaudo.
Prima dell’approvazione della legge, la presidente Chiara Gribaudo, il direttore Massimiliano Quirico e numerosi familiari di vittime sul lavoro si sono confrontati con il presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, che ha ribadito il pieno sostegno alla legge e, successivamente, in un incontro privato, anche con il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha manifestato la sua vicinanza e sottolineato la portata del provvedimento.
«Non siamo riusciti a estendere la norma come avremmo voluto perché le risorse finanziarie sono quelle che sono – ha dichiarato il guardasigilli – ma è un’importante primo step, una cornice normativa che potremo colmare in vari modi, anche valutando le creazione di elenchi di avvocati ad hoc».

I familiari delle vittime, accompagnati da Massimiliano Quirico, sono quindi entrati per assistere all’approvazione della legge nell’Aula di Montecitorio, dove sono stati accolti da un lungo applauso.
Loredana Polito
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