Strage di Casteldaccia, riparte con slancio il processo

Dopo il rinvio dello scorso 17 marzo, si è celebrata il 7 luglio 2026 al Tribunale di Termini Imerese (Palermo) l’udienza preliminare per la strage di Casteldaccia (Palermo) avvenuta il 6 maggio 2024, in cui sono morti cinque lavoratori edili, mentre eseguivano lavori sulla rete fognaria per conto dell’Amap spa, l’Azienda Municipalizzata Acquedotto Palermo, vittime delle esalazioni di gas tossici: Epifanio Alsazia, Ignazio Giordano, Giuseppe La Barbera, Giuseppe Miraglia, Roberto Raneri..

Presenti in aula anche i parenti delle vittime e Sicurezza e Lavoro, che segue dall’inizio la vicenda e che ha recentemente presentato alla Prefettura di Palermo la Relazione della Commissione parlamentare sulle Condizioni di lavoro in Italia della Camera dei Deputati, presieduta Chiara Gribaudo.

Assenti i sei imputati.

Al caso è stato assegnato il giudice Sandro Potestio, che ha raccolto tutte le richieste di costituzione di parte civile, ha concesso agli imputati un termine per poterle esaminare, e, consapevole della delicatezza della questione e del dramma sociale, ha subito fissato un fitto calendario di udienze: il 14, 21 e 28 luglio 2026 al Tribunale di Termini Imerese.

“Apprezziamo l’impegno del Tribunale di Termini Imerese nel calendarizzare subito una serie di udienze – afferma Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza – e speriamo si possa presto avere giustizia per la strage di Casteldaccia, che ha distrutto la vita di cinque famiglie e colpito l’intera comunità siciliana, e non solo”.

“A ogni udienza la ferita si riapre e ora attendiamo presto risposte alle tante domande che abbiamo: vogliamo sapere che cosa è successo e di chi sono le responsabilità” – dichiarano a Sicurezza e Lavoro Chiara Raneri e Fabrizio Giordano, figli di due vittime della strage.

Loredana Polito