Prendersi cura e mettere a sistema la sicurezza, al via il Festival internazionale della Salute e sicurezza sul lavoro

Preceduto in mattinata da un’udienza papale, ha preso il via nel pomeriggio del 24 giugno 2026 al Pontificio Istituto Patristico Augustinianum di Roma – Città del Vaticano, la quinta edizione del Festival internazionale della salute e sicurezza sul lavoro, a cui collabora anche Sicurezza e Lavoro, il cui direttore Massimiliano Quirico è entrato quest’anno nel Comitato Tecnico Scientifico.

In apertura dell’evento, organizzato sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, Domenico Ruggiero, presidente della Fondazione Rubes Triva, ha ringraziato per la collaborazione la Cei – Conferenza Episcopale Italiana e il Comitato Tecnico Scientifico del festival che ha lavorato a lungo sul ricco programma.

La sicurezza sul lavoro – ha dichiarato Ruggiero – deve concentrarsi sulle persone, che devono essere al centro di tutte le attività.

La salute e la sicurezza non sono solo un insieme di adempimenti e procedure, ma sono una scelta culturale, rappresentano il mondo in cui un’impresa si prende cura delle persone, in modo solidale. La persona deve venire sempre prima del lavoro – ha affermato.

Dobbiamo diffondere il paradigma della cura – ha spiegato – e per farlo dobbiamo formare, innovare e ascoltare. Per avere luoghi di lavoro sani e sicuri e fare in modo che tutti i lavoratori e le lavoratrici possano tornare a casa incolumi.

La sicurezza però – ha rimarcato – non si costruisce da soli: Istituzioni, imprese, lavoratori, sindacati e associazioni devono fare rete, fare sistema. Anche per promuovere una cultura e una maggiore consapevolezza delle tematiche riguardanti salute e sicurezza.

Walter Rizzetto, presidente della Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei Deputati, ha quindi ribadito la necessità che la politica si affianchi a esperienze virtuose di altre realtà, come il festival, per fare sempre meglio in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Dobbiamo promuovere un sistema solidale – ha affermato – che metta al centro la persona e il benessere fisico, psicologico e relazionale. Dobbiamo spostare l’attenzione dalla performance alla cura e alle relazioni – ha precisato.

Rizzetto ha quindi ricordato la tragedia di Brandizzo (Torino) e la necessità di confrontarsi non soltanto sulle grandi stragi sul lavoro, ma su tutti gli infortuni e le malattie professionali che si verificano ogni giorno. Non va mai abbassata la guardia – ha ribadito – e bisogna impegnarsi tutti i giorni, in maniera solidale, partecipata, non individuale. Anche attraverso la contrattazione collettiva.

Occorre fare prevenzione, soprattutto attraverso la formazione, che deve essere continua, certificata e obbligatoria – ha detto.

Il presidente della Commissione Lavoro si è poi soffermato sulla legge che ha fortemente voluto sull’insegnamento della cultura della sicurezza in tutte le scuole di ogni ordine e grado, anche attraverso la fondamentale testimonianza delle vittime, sulla legge sulla partecipazione, sulla proposta di legge sulla fraternità e fratellanza nei luoghi di lavoro a 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, sul peso crescente delle nuove tecnologie (in primis, dell’intelligenza artificiale) e sul ruolo culturale ed etico della Carta di Urbino e della Carta di Lorenzo.

Un modello di sviluppo non è sostenibile se non mette al centro le persone – ha rimarcato in videocollegamento Luca Dal Fabbro, presidente di Utilitalia.

Non è questione solo di sicurezza, ma anche di salute e di benessere – ha aggiunto, sottolineando l’elevata età media di molti lavoratori e lavoratrici.

Dobbiamo aumentare gli incentivi per la previdenza complementare e favorire una ‘staffetta generazionale’ tra i lavoratori, ma anche valorizzare le procedure virtuose e riflettere sui ‘near miss’ – ha concluso.

Loredana Polito

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