Cinque pilastri su cui costruire sicurezza sul lavoro

Si è aperto il 13 maggio 2026 a Castellaneta Marina (Taranto) il XIX Congresso nazionale del sindacato edile FenealUil, al quale è stata invitata a partecipare anche l’associazione Sicurezza e Lavoro.

Dopo un toccante monologo scritto e portato in scena dal drammaturgo Stefano Massini e l’inno nazionale cantato da Rosa Esposito, nella sua relazione introduttiva il segretario generale nazionale Mauro Franzolini ha ribadito la necessità di mettere la salute e la sicurezza sul lavoro al primo posto.

Il tema del lavoro – ha affermato – viene spesso evocato, ma mai messo al centro. Così come quello della giustizia, che – ha detto – riguarda anche il lavoro: la tutela dei diritti, la certezza delle regole, il contrasto all’illegalità negli appalti, la lotta alle infiltrazioni criminali.

Non si possono aspettare anni per avere giustizia, quando arriva, per le vittime sul lavoro – ha dichiarato.

Il segretario nazionale si è poi soffermato sul lavoro povero, una delle ferite più gravi della nostra società, sul fisco, che deve premiare il lavoro (e gli aumenti contrattuali) e non l’evasione, sull’accoglienza, sulle nuove tecnologie, che devono essere governate per diventare alleate del lavoro, e sul diritto alla casa: punto in cui si incontrano giustizia sociale, politica industriale, qualità urbana e buona occupazione.

C’è una grande attesa per il ‘Piano Casa’ in termine di ricadute concrete sulla qualità del patrimonio edilizio e sul lavoro – ha sottolineato.

Quando parte un cantiere lavora tutto l’indotto: la filiera delle costruzioni è un moltiplicatore di lavoro, innovazione e domanda interna – ha spiegato Franzolini, ribadendo che serve una politica industriale, una programmazione pluriennale e non bonus improvvisati. Per non incentivare solo la quantità dei lavori, ma anche la qualità, premiando imprese strutturate, regolari, sicure, innovative, contrastando il dumping contrattuale e gli appalti al massimo ribasso e investendo in scuole, ospedali, case, infrastrutture, manutenzione del territorio, prevenzione del dissesto idrogeologico e rigenerazione urbana.

Per una transizione ecologica giusta, contrattata e programmata, senza cantieri improvvisati, lavoro irregolare e imprese senza storia, sempre mettendo al centro la salute e la sicurezza di lavoratori e lavoratrici.

La sicurezza sul lavoro – ha dichiarato – è il punto su cui si misura la civiltà di un Paese: è inaccettabile morire o ammalarsi sul lavoro. Non bastano minuti di silenzio: serve un cambio di sistema – ha rimarcato il leader della FenealUil.

Secondo Mauro Franzolini, la salute e la sicurezza sul lavoro si costruiscono su cinque pilastri: la qualificazione delle imprese; la responsabilizzazione della committenza, sia pubblica che privata; la prevenzione, basata sui dati (Inail, Inl, Aziende sanitarie, Casse Edili, Enti bilaterali, ecc.), che vanno messi messi in rete; il rafforzamento di Rls e RlsT; la formazione, vera, accessibile e verificata.

La sicurezza – ha aggiunto – non deve essere separata dalla contrattazione, per raggiungere l’obiettivo di ‘Zero morti sul lavoro‘.

La competitività – ha sostenuto – non si costruisce comprimendo i costi sul lavoro, abbassando salari e diritti, ma attraverso le relazioni industriali, che devono tornare a essere luoghi di responsabilità, rilanciando la contrattazione e la bilateralità.

Servono – ha sostenuto – contratti di lavoro capaci di orientare al futuro: la qualità della contrattazione è direttamente legata alla qualità del lavoro e delle imprese.

Il lavoro – ha concluso Franzolini – merita rispetto.

Massimiliano Quirico
direttore Sicurezza e Lavoro

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