Non c’è giorno in cui non pensi a quel maledetto 30 agosto 2023, quando mio fratello Kevin è stato travolto da un treno a Brandizzo.
Il tempo passa, ma io rimango sempre a quel 30 agosto.
Non riesco a non pensare a che cosa è successo, mi chiedo che cosa non è andato come doveva e ha portato al disastro. È una strage che si doveva e si poteva evitare. Non si può morire così!
Chiedo giustizia, voglio risposte alle mie domande.
Sono fiducioso nei confronti della Procura di Ivrea e ringrazio l’associazione Sicurezza e Lavoro, le Istituzioni e i sindacati che ci sono vicini e lottano con noi per avere giustizia.
E continuo a lavorare, ma ho sempre paura che possa succedermi qualcosa.
Penso a quanto è accaduto a mio fratello e temo che possa accadere anche a me. Lavoro in un’impresa seria, attenta alla sicurezza, ma non posso non pensare a come starebbero i miei cari se subissi un infortunio sul lavoro.
Le norme ci sono e vanno rispettate: tutti dovrebbero rispettarle. Ma tante, troppe aziende non lo fanno.
Serve più sicurezza! Non mi stancherò mai di dirlo!
Ora tutti noi familiari guardiamo con fiducia al processo. Siamo stanchi, andiamo tutti i giorni al cimitero, ma siamo pronti a combattere per avere giustizia!
E quando si avvicina l’anniversario della strage sono giorni duri, molto duri. Tutti lo sono, ma quando arriva il 30 agosto è peggio. Vorrei spegnermi e riaccendermi una settimana dopo. È un giorno maledetto il 30 agosto, per me, per la famiglia Laganà e per tutte le alte famiglie coinvolte. E sarà sempre così. Il dolore non passerà mai. Aspetto sempre che mio fratello torni a casa. Non ho mai visto il suo corpo. Abbiamo aspettato un mese per fare il funerale, ma non lo abbiamo più rivisto.
Davanti alla sua tomba non abbiamo parole. Cerchiamo risposte, che ancora oggi non abbiamo.
Viviamo giorno per giorno e chiediamo una sola cosa: giustizia! Per Kevin e per tutte le vittime sul lavoro.
Ogni morte sul lavoro è straziante, la gente deve capire quanto soffriamo: la morte di mio fratello e degli altri ragazzi deve essere da monito per tutti.
Antonino Laganà
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